sabato 10 maggio 2008

Essere grandi

Tra ieri notte e oggi mi sono arrivati messaggi da chi era presente alla cena/ritrovo in pizzeria, e tutti hanno avuto parole buone per me, con il comune denominatore che mi vuole essere stato “grande” per aver avuto l’idea e la voglia di organizzare tutto. Anche chi non è potuto venire e mi ha contattato durante la settimana mi ha detto le stesse cose.
Wow, sono un grande!
La mia giornata odierna è cominciata alle 8, quando sono stato svegliato dalle rondini e ho telefonato al mio fidanzato che era in aeroporto a Milano in partenza per la Cina (per impegni di lavoro). Stordito più che mai per aver dormito poco, mi sono alzato e sono andato a piedi a fare la spesa al supermercato vicino a casa. Dopo aver pranzato con due toast e aver dato da mangiare anche al gatto, sono andato da un amico cioccolataio a sistemagli il computer (l’aver detto agli amici di cavarmela con l’informatica non è stato un buon affare). Al ritorno mi sono messo a dormire sul balcone con la doppia intenzione di riposarmi e abbronzarmi mentre la lavatrice girava lavandomi le lenzuola. Al termine del lavaggio ho steso il bucato, dopodiché sono uscito a farmi una passeggiata in mountain bike. Nuvole scure mi hanno fatto tornare a casa prima di quanto avrei voluto, così ho acceso la radio via satellite sul mio canale francese preferito, Cherie FM, mi sono messo il pigiama perché tanto non esco più di casa, ho preso l’aspirapolvere e l’ho passato per l’intero appartamento. Qualche minuto fa ho invece finito di lavare il pavimento della cucina e del bagno. Quando avrò pubblicato questo scritto sul blog, ritirerò le lenzuola che son già quasi asciutte.
Ecco la giornata di un grande.
Sono stato contento di vedere tante facce che dopo 14 anni non sono cambiate granchè, sono stato contento di osservare professori ed ex allievi parlare e raccontarsi, sono stato contento di aver fatto incontrare persone che per un motivo o per un altro non si parlavano più.
Tutto questo e i ringraziamenti mi fanno onore, ma non mi rendono un grande.
L’essermi posto come obiettivo l’organizzazione di una cena non è stata cosa straordinaria, perché chiunque avrebbe potuto farlo, è bastato volerlo. Spesso la volontà rende tutto semplice, anche rintracciare i compagni di scuola dopo 14 anni. Non è necessario scrivere a “Carràmba Che Sorpresa” o a “C’è Posta Per Te”!
Voi che leggete non ce l’avreste fatta? La prossima volta che ci ritroveremo me lo direte.
Saluti da un grande casalingo frustrato.

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